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TULLIO CRALI E L'AEROPITTURA - Futurismo italiano | di Belisario Righi

  • 12 set 2023
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 30 mar



L'immagine mostra la discesa di un aereo nel centro abitato di una città.
Incuneandosi nell'abitato - Olio su tela di Tullio Crali - 1939 - Cm. 135 x 155



TULLIO CRALI E L'AEROPITTURA


Tullio Crali, nato il 1910 ad Igalo nel Montenegro è stato un pittore italiano, collegato al Movimento futurista.

Artista autodidatta, aderì al Futurismo in ritardo, dopo aver volato per la prima volta, nel 1928. Entusiasmato dall'ebrezza del volo, riversò le emozioni di pilota nelle sue opere di tipo realistico, caratterizzate dalla combinazione della velocità e meccanizzazione aerea, ma nella sua carriera di pittore si espresse anche in altri stili.

Ancora studente all'Istituto tecnico di Gorizia, fu fortemente colpito dalle opere di Giacomo Balla, Enrico Prampolini, Gerardo Dottori, Fortunato Depero ed altri artisti dell'avanguardia futurista.

Nel 1929 conobbe  Filippo Tommaso Marinetti



Ritratto fotografico di Filippo Tommaso Marinetti.
Filippo Tommaso Marinetti

che già fondatore e teorico del Futurismo Negli anni venti codificò, insieme ai suoi sodali alcuni temi della pittura, legati al volo degli aeroplani, nel Manifesto dell'Aeropittura Futurista che decretò ufficialmente la nascita dell'Aeropittura. Il Manifesto testualmente cita: - Le prospettive mutevoli del volo costituiscono una realtà assolutamente nuova e che nulla ha in comune con la realtà tradizionalmente costituita dalle prospettive terrestri, e dipingere dall'alto questa nuova realtà impone un disprezzo profondo per il dettaglio e una necessità di sintetizzare e trasfigurare tutto -.

Nello stesso anno il giovane Crali, allora diciannovenne, aderì al movimento e affascinato dalle potenzialità espressive della nuova disciplina ad essa dedicò molte sue opere.

Incuneandosi nell'abitato, conosciuto anche come In tuffo sulla città del 1939 è il più famoso e il più coinvolgente dei suoi dipinti.

In esso è raffigurata una picchiata dell'aereo, vista con gli occhi del pilota mentre gli edifici sottostanti gli si appressano vertiginosamente.

L'opera è adrenalinica e trasmette all'osservatore il senso della vertigine.

E' conservata in Italia presso il MART, Museo dell'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.

Crali ebbe un ruolo significativo nell'aeropittura. I suoi primi aerodipinti rappresentano aerei militari e successivamente negli anni 1930 i suoi dipinti divengono realistici, con l'intento di trasmettere allo spettatore l'esperienza del volo. Il suo lavoro più noto, Incuneandosi nell'abitato del 1939, mostra un tuffo aereo dal punto di vista del pilota, con gli edifici sottostanti rappresentati in una prospettiva vertiginosa.



 
 
 

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