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IL CORPO E L'ANIMA - Istinto e spiritualità | di Belisario Righi

Aggiornamento: 30 mar



Un uomo e una donna si scambiano un bacio in riva al mare.
Un uomo e una donna si baciano in riva al mare - Fotografia di Carlotta Righi


IL CORPO E L'ANIMA


L’immagine evoca il ricordo delle opere del pittore romantico tedesco Caspar David Friedrich, dove il tema della meditazione sull'assoluto si erge costante, invitandoci a riflessioni profonde sulla transitorietà dell'esistenza umana che si pone in netto contrasto con la grandiosità dell'eterno, e ci rammentano quanto siano piccole e fugaci le nostre azioni se paragonate al titanico dinamismo dell'universo nonché insondabile mistero del trascendente, guidandoci fuori dall’oceano tempestoso del dubbio in cui spesso ci troviamo a lottare per giungere al mare calmo della fede che ci avvolgerà similmente a un feto avviluppato nel primordiale liquido amniotico, regalandoci una sensazione di protezione e sicurezza.



Un uomo  in contemplazione di una valla immersa nella nebbia.
Viandante sul mare di nebbia - Caspar David Friedrich - 1818

Tuttavia, nell’essere umano coesistono spirito e corpo ed entrambi influenzano la vita quotidiana con richiami, pressioni e stimoli che, spesso in conflitto tra di loro, ne modellano il percorso e producono effetti che mettono in armonia stati d’animo e sensazioni e, in un attimo, possono generare comportamenti istintivi e irrefrenabili, anche nei momenti di profonda spiritualità.

Quando ci soffermiamo a contemplare il sublime, ci immergiamo in un’esperienza profonda, pregna di eccelsi traguardi, ma proprio in quel momento il nostro corpo può interrompere l'incanto.

La bellezza del paesaggio, il profumo dell'aria, il calore del sole sulla pelle, sono sensazioni che ci ancorano alla realtà fisica, rendendoci vulnerabili ai capricci dell'esistenza poiché anche nella serenità più pura, la corporeità ci chiama, e l'armonia che credevamo aver raggiunto, ci sfugge come sabbia tra le dita. Così, nella quiete contemplativa dove ci aspetteremmo che tutti i sentimenti e le sensazioni si debbano dissolvere in una calma e immota atarassia, scopriamo che non solo l’anima, ma anche i sensi reclamano il loro giusto tributo.

La dualità tra anima e corpo rispecchia un eterno conflitto ed è proprio in questa tensione che si trovano le dimensioni della nostra esistenza, infatti se da un lato aspiriamo a sfiorare l'infinito, dall'altro siamo consapevoli delle limitazioni imposte dalla nostra condizione umana.

Questo rincorrere l’assoluto e al contempo il confrontarci con i nostri limiti, crea una danza in cui ci troviamo perennemente coinvolti, un ballo tra i desideri sopiti dell’anima e le necessità corporee, ma ecco che all'improvviso il corpo si fa sentire, rivendicando un ruolo che spesso tendiamo a dimenticare.

La mente e l’anima possono danzare nel regno dell’ideale, la carne però ha la sua voce e non esita a farsi ascoltare.

La contemplazione pertanto diventa un processo crescente, lungo il cui cammino si intrecciano il sublime e l'umano, il mistico e il materiale. Tale perpetua tensione, ricerca continua di equilibrio tra ciò che sentiamo e ciò che siamo, è il nocciolo duro della nostra vita.

Ogni giorno ci troviamo a scegliere tra seguire l’ispirazione del momento o cedere alle esigenze del corpo, abbracciare la bellezza dell’incontro con il divino o lasciarci trasportare dalle quotidianità.

La meditazione e la contemplazione offrono risposte a questa scelta esistenziale, invitandoci a esplorare il nostro io profondo, in un viaggio che non ha fine, dove corpo e spirito si incontrano e si fondono per dare vita a una nuova comprensione dell'esistenza.

La ricerca dell'assoluto allora non è più soltanto un sogno utopico, ma soprattutto diventa una pratica vitale che abbraccia ogni nostro senso e nutre la nostra anima, un dinamismo spirituale che ci permette di percepire e valorizzare l'interazione tra la fragilità della condizione umana e la vastità dell’universo, in un pelago di emozioni che fluttua tra mare e cielo, corpo e anima, eternità e temporalità.



 
 
 

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