IL CORPO E L'ANIMA - Istinto e spiritualità | di Belisario Righi
- Belisario Righi
- 3 gen 2021
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 13 lug

Nell’essere umano coesistono spirito e corpo ed entrambi influenzano la vita quotidiana con richiami, pressioni e stimoli che, spesso in conflitto tra di loro, ne modellano il percorso producendo effetti che mettono in armonia stati d’animo e sensazioni. Lo spirito ci dice che siamo uomini, il corpo ci ricorda che siamo animali. Nel primo caso, con la ragione, soppesiamo, valutiamo le circostanze prima diprendere una decisione. Nel secondo invece i richiami sono troppo potenti, non riusciamo ad osteggiarli e soggiaciamo ad impulsi che, in un attimo, possono generare comportamenti istintivi e irrefrenabili, anche nei momenti di profonda spiritualità.
La dualità tra anima e corpo rispecchia un eterno conflitto ed è proprio in questa tensione che si trovano le dimensioni della nostra esistenza, infatti se da un lato aspiriamo a sfiorare l'infinito, dall'altro siamo consapevoli delle limitazioni imposte dalla nostra condizione umana ed ecco che all'improvviso il corpo si fa sentire, rivendicando un ruolo che spesso tendiamo a dimenticare.
La fotografia evoca il ricordo delle opere del pittore romantico tedesco Caspar David Friedrich.

Il tema della meditazione sull'assoluto si erge costante, invitandoci a riflessioni profonde sulla transitorietà dell'esistenza umana che si pone in netto contrasto con la grandiosità dell'eterno, e ci rammentano quanto siano piccole e fugaci le nostre azioni se paragonate al titanico dinamismo dell'universo nonché insondabile mistero del trascendente, guidandoci fuori dall’oceano tempestoso del dubbio in cui spesso ci troviamo a lottare.
Quando ci soffermiamo a contemplare il sublime, ci immergiamo in un’esperienza profonda, pregna di eccelsi traguardi, ma proprio in quel momento il nostro corpo può interrompere l'incanto.
La bellezza del paesaggio, il profumo dell'aria, il calore del sole sulla pelle, la compagnia di una persona che ci attrae sensualmente sono sensazioni che ci ancorano alla realtà fisica, rendendoci vulnerabili ai capricci dell'esistenza poiché anche nella serenità più pura, la corporeità ci chiama, e l'armonia che credevamo aver raggiunto, ci sfugge come sabbia tra le dita. Così, nella quiete contemplativa dove ci aspetteremmo che tutti i sentimenti e le sensazioni si debbano dissolvere in una calma e immota atarassia, il corpo ci devia verso altre direzioni.
Questo rincorrere l’assoluto e al contempo il confrontarci con i nostri limiti, crea una danza in cui ci troviamo perennemente coinvolti, un ballo tra i desideri sopiti dell’anima e le necessità corporee,
La mente e l’anima possono danzare nel regno dell’ideale, la carne però ha la sua voce e non esita a farsi ascoltare.
La contemplazione pertanto diventa un processo crescente, lungo il cui cammino si intrecciano il sublime e l'umano, il mistico e il materiale. Tale perpetua tensione, ricerca continua di equilibrio tra ciò che sentiamo e ciò che siamo, è il nocciolo duro della nostra vita.
Ogni giorno ci troviamo a scegliere tra seguire l’ispirazione del momento o cedere alle esigenze del corpo, abbracciare la bellezza dell’incontro con il divino o lasciarci trasportare dalle quotidianità.
La meditazione e la contemplazione offrono risposte a questa scelta esistenziale, invitandoci a esplorare il nostro io profondo, in un viaggio che non ha fine, dove corpo e spirito si incontrano e si fondono per dare vita a una nuova comprensione dell'esistenza.
La ricerca dell'assoluto allora non è più soltanto un sogno utopico, ma soprattutto diventa una pratica vitale che abbraccia ogni nostro senso e nutre la nostra anima, un dinamismo spirituale che ci permette di percepire e valorizzare l'interazione tra la fragilità della condizione umana e la vastità dell’universo, in un pelago di emozioni che fluttua tra mare e cielo, corpo e anima, eternità e temporalità.



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