PIANEFFORTE 'E NOTTE | Poesia di Salvatore Di Giacomo | Analisi di Belisario Righi
- Belisario Righi
- 13 mar 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 4 mar
PIANEFFORTE 'E NOTTE
Nu pianefforte ‘e notte sona luntanamente, e 'a musica se sente pe ll’aria suspirà. È ll’una: dorme ‘o vico ncopp’a sta nonna nonna ‘e nu mutivo antico ‘e tanto tiempo fa. Dio, quanta stelle 'n cielo! che luna! E c'aria doce! quanto na bella voce vurria sentì cantà! Ma sulitario e lento more ‘o mutivo antico; se fa cchiù cupo o vico dint’all’oscurità.
Ll’anema mia sultanto rummane a sta fenesta. Aspetta ancora. E resta, ncantannose, a penzà.
ANALISI
La poesia NU PIANEFFORTE 'E NOTTE si presenta come un affascinante viaggio emotivo, intriso di nostalgia e contemplazione. Salvatore Di Giacomo riesce a evocare immagini vivide e sensazioni profonde che ci conducono in un’atmosfera notturna carica di significati.
La musica, rappresentata dal pianefforte che suona luntanamente (lontanamente), stabilisce il tono malinconico del testo, ma non è solo una semplice melodia, diventa l'incarnazione dei ricordi, delle emozioni e dell'anelito verso tempi passati.
Il verso Dio, quanta stelle 'n cielo! ci catapulta immediatamente sotto un cielo stellato, dove l'osservazione della natura si mescola con i pensieri interiori di colui che osserva, in uno stato d'animo di meraviglia e stupore, ma anche di solitudine, evidenziando come la bellezza del mondo possa essere accompagnata da un sentimento di isolamento.
Sulitario e lento, qui sinomi di adagio e lento, tempi di esecuzione della melodia al suo termine, preludono alla crepuscolarità del vico, ovvero il vicolo, luogo conosciuto, familiare, eppure colmo di mistero.
L’oscurità che avvolge il vicolo, descritta con il verso se fa cchiù cupo o vico, sottolinea un immaginario legato al passato che si fonde con il presente, un palcoscenico in cui si svolgono le riflessioni dell’anima su ciò che è stato e ciò che è rimasto.
La costruzione della poesia è sapientemente orchestrata; i versi si susseguono con un ritmo cadenzato che rispecchia la musicalità evocata sin dall'inizio.
Altro elemento di grande interesse è la figura dell'anema, l'anima ferma a contemplare dalla finestra. Gesto che rappresenta sia l'attesa che la riflessione. La finestra diventa il confine tra il mondo interiore e quello esteriore, tra il sogno e la realtà.
Aspetta ancora. E resta, ncantannose, a penzà sono versi che suggeriscono un atto di resistenza e di speranza, il desiderio di lasciarsi andare nella contemplazione dell'attimo, attraverso il vagare della mente, riflettendo sulla propria esistenza, sull'importanza dei ricordi e sulle melodie che accompagnano le nostre esperienze di vita.
NU PIANEFFORTE 'E NOTTE è una poesia che cattura l'essenza dell'animo umano con il potere dei ricordi, della musica e della natura. Le immagini evocative, il ritmo melodioso e i temi universali della solitudine, della nostalgia e dell'attesa instaurano un dialogo intimo con il lettore, alla ricerca delle proprie emozioni. Il poema si erge come un canto di serenità e d'introspezione, facendo riflettere sul valore dei momenti apparentemente insignificanti che, invece, costituiscono il tessuto della nostra esistenza; è una celebrazione della bellezza della vita, pur nei suoi aspetti più malinconici.


Commenti