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VEDUTA - Poesia di Friedrick Hölderlin |di Belisario Righi

Aggiornamento: 30 mar


La fotografia ritrae un panorama visto dall'alto di una montagna
Paesaggio in lontananza di Belisario Righi



VEDUTA


L'aperto giorno agli uomini riluce con immagini,

quando il verde da piana lontananza traspare,

prima che la luce serale s'inclini al crepuscolo,

e bagliori delicati mitighino lo squillo del giorno.

Spesso appare il didentro del mondo annuvolato, chiuso,

il sentire dell'uomo pieno di dubbi, crucciato.

La splendida natura rasserena i suoi giorni

e resta lontana del dubbio la buia domanda.

24 marzo, 1671

Con umiltà

Scardanelli



ANALISI


La poesia VEDUTA è stata scritta nel 1671, nel periodo barocco, quando Hölderlin, pur influenzato dalle correnti romantiche, conservava una certa affinità con la tradizione lirica precedente. E' il periodo in cui il poeta affetto da una grave forma di malattia mentale che lo portò alla follia, voleva distinguere l'Hölderlin che ormai non era più dal poeta che ancora continuava a scrivere, coniandosi un'alter ego poetico con il nome Scardanelli.

VEDUTA è un delicato equilibrio tra la contemplazione della natura e l'introspezione umana.

Il testo, intessuto di influssi romantici, si articola attorno a temi di luce, natura e inquietudine esistenziale. La poesia si apre con un’immagine di grande luminosità: L'aperto giorno agli uomini riluce con immagini è usato come simbolo di chiarezza, rivelazione e verità. La luce del giorno non è solo un fenomeno naturale, ma soprattutto un'entità capace di illuminare le menti degli uomini, innescando un legame profondo tra la condizione umana e il mondo circostante.

Il verde da piana lontananza è un’immagine evocativa che riporta alla mente la bellezza e la serenità della natura, spesso associata a stati d’animo di pace e armonia, tuttavia subito contrapposta dall'oscurità che si insinua nei pensieri umani: il sentire dell'uomo pieno di dubbi, crucciato. Si passa da un sentimento di meraviglia a uno di introspezione e incertezze.

Hölderlin non si limita a celebrare la bellezza del mondo naturale, ma riconosce anche il peso delle angosce e delle domande che affliggono l'animo umano. Il dualismo tra il sublime paesaggio esterno e l'inquietudine interiore è un tema ricorrente nella sua poesia, che riflette la tensione tra l'ideale e la realtà, tra il bello e il tragico.

L’immagine del crepuscolo introduce ulteriori sfumature emotive. La luce serale, che si inclina verso il buio, simboleggia la transizione, non solo tra giorno e notte, ma anche tra stati d'animo.

I bagliori delicati rappresentano un momento di tregua, una pausa nella lotta interiore dell’individuo, mentre la natura, temporaneamente, riesce a mitigare lo squillo del giorno. Nasce un senso di speranza. Malgrado le incertezze e i crucci, il mondo naturale sembra offrire conforto e una sorta di rifugio.

Spesso appare il didentro del mondo annuvolato, chiuso, evoca l’immagine di un mondo interiore opaco e confuso. La scelta lessicale di annovulato e chiuso comunica una sensazione di claustrofobia e di oppressione, come se Hölderlin volesse rappresentare l'umanità intrappolata nelle proprie ansie e difficoltà, incapace di liberarsi dalla pesantezza dei propri pensieri. La natura, pur essendo bellissima e rasserena, appare come un elemento distante, quasi inaccessibile, al quale l'individuo anela senza però raggiungere.

Il testo si conclude con: e resta lontana del dubbio la buia domanda. Questa espressione riassume l'essenza della sua riflessione: la buia domanda rappresenta i dilemmi esistenziali e le inquietudini che tormentano l’uomo, questioni irrisolvibili che si frappongono tra l'individuo e la serenità offerta dalla natura; il dubbio suggerisce un’incessante ricerca di risposte, una battaglia continua tra la luce della ragione e l'oscurità dell’incertezza.

La poesia segue un ritmo meditativo, in perfetta sintonia con il contenuto. Le pause e le cadenze dei versi favoriscono la riflessione. La musicalità della lingua di Hölderlin, insieme alle immagini vivide e ai contrasti emozionali, rende la poesia un’esperienza immersiva e profonda.

VEDUTA di Friedrich Hölderlin è un’opera che esplora la relazione tra uomo e natura attraverso una lente di luci e ombre. La poesia riesce a catturare l’essenza della condizione umana, oscillando tra momenti di serenità e riflessioni profonde sul dubbio e sull’inquietudine.

Questa poesia è una riflessione sulla fragilità della nostra esistenza, un tema che continua a risuonare attraverso i secoli e che alimenta la nostra ricerca di significato in un universo spesso confuso e incerto.

 
 
 

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