SPRECARE IL TEMPO - La grande bestemmia | di Belisario Righi
- Belisario Righi

- 10 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 30 mar

SPRECARE IL TEMPO
Alcune mattine mi risveglio immerso in una sensazione indefinita che oscilla tra l'apprensione e l'incertezza, una indistinta mescolanza di entrambe.
Questa inquietudine si manifesta sotto forma di un lieve panico interiore, generato dala quantità di impegni fissati nella mia agenda quotidiana e la prospettiva di doverli affrontare tutti mi suscita agitazione, mi incute un senso di affanno, temendo di non disporre di tempo sufficiente per portare ogni compito a termine.
Così, mi alzo presto e do inizio alla giornata, impegnandomi con il primo dovere, seguito poi dagli altri, uno dopo l’altro, con meticolosa diligenza. Molto spesso, tuttavia, già a metà mattina mi ritrovo ad aver completato tutto ciò che avevo previsto.
Accade allora che una calma inaspettata si diffonda dentro di me, perché Il tempo, rispetto alle mie necessità, è addirittura avanzato e allora, nella ritrovata quiete,
riaffiorano nella mia mente le parole di Seneca, raccolte nel De brevitate vitae, dove l’antico filosofo ci ammonisce che il tempo a nostra disposizione non è affatto scarso, bensì straordinariamente abbondante rispetto a ciò che effettivamente riusciamo a realizzare nel corso della vita e la ragione per cui ci sembra così poco è semplicemente perché lo sprechiamo.
Il tempo, sinonimo di vita, è un dono traboccante di sacralità e ignorarlo, peggio ancora, dissiparlo in attività futili o in inutili distrazioni è un atto di grave ingratitudine verso Colui che ce lo ha concesso. Sprecare il tempo non è solo una perdita personale, ma è soprattutto un’offesa profonda nei confronti del Creatore, un gesto di irriverenza, una bestemmia, un atto di gravissima blasfemia. La venerabilità del tempo deve essere un impegno che ogni individuo è chiamato a custodire con rispetto e decoro. Ogni istante perso indegnamente rappresenta un frammento di vita sottratto al suo pieno significato, un’occasione negata di vivere autenticamente e di partecipare con responsabilità all’opera del divenire esistenziale.
Tale concezione del tempo ci porta inevitabilmente alll'interrogativo imprescindubile di come utilizzarlo in modo saggio e degno. E non si tratta soltanto di colmare di produttività con azioni utili o redditizie otgni frammento temporale, ma di orientare la propria esistenza in modo tale che ogni ora, ogni minuto rispecchi un valore autentico, una vera intenzionalità, nella consapevolezza che non è la quantità di tempo che possediamo a determinare la pienezza della nostra vita, bensì la qualità con cui lo viviamo. Il tempo sprecato non è solo tempo passato invano, ma tempo sottratto alla nostra crescita interiore, al nutrimento del nostro spirito, all’amore verso gli altri e verso noi stessi. Ogni suo momento dovrebbe essere vissuto con gratitudine e responsabilità. Ogni attimo diventa un dono da custodire con cura, una pagina bianca su cui scrivere con attenzione e rispetto la propria storia, evitando di lasciarla macchiare dall’indifferenza o dall’inconsapevolezza, anche se troppo spesso lo spreco è considerevole, poiché la vita moderna ci spinge spesso verso un ritmo frenetico, dove il tempo sembra sfuggirci tra le dita, senza che si riesca a trattenerlo o a governarlo, ma in realtà questa apparente scarsità temporale è il preludio di una perdita ben più grande: la perdita del senso profondo dell’esistenza.
Ricordare le parole di Seneca dunque è un monito filosofico, un invito a una rivoluzione interiore a considerare il tempo come il capitale più prezioso che possediamo, un patrimonio divino che va usato con saggezza e devozione,
è l'insegnamento di imparare a viverlo con pienezza, consapevoli che ogni secondo sottratto allo spreco è un secondo donato a ciò che rende la nostra vita degna di essere vissuta.
Riconoscere il valore sacro del tempo equivale a riconoscere la sacralità stessa della nostra esistenza. È una chiamata a vivere con pienezza, evitando che l’indifferenza o la superficialità possano dissipare ciò che ci è stato offerto gratuitamente, perché la vera ricchezza non sta nell’accumulare beni materiali, ma nel saper apprezzare ogni attimo di vita come un dono irripetibile, da custodire con amore e rispetto.
Soltanto in tale certezza potremo trasformare il tempo, il suo incessante fluire, in un alleato prezioso e fedele, capace di guidarci verso una vita autentica, segnata dall’intensità del presente e dalla cognizione del valore infinito di ogni singolo respiro.



Commenti