DICERIA DELL'UNTORE - Gesualdo Bufalino | Recensione di Belisario Righi
- Belisario Righi
- 24 ago 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 3 apr

RECENSIONE
DICERIA DELL'UNTORE di Gesualdo Bufalino è un romanzo di non facile lettura che impone un'attenta analisi della narrazione.
La scrittura infatti si distingue per la propensione all’uso di neologismi e di termini raramente usati, richiedendo spesso la consultazione di un dizionario.
Tuttavia, questa apparente difficoltà si trasforma in bellezza e genialità che rendono la lettura dell’opera, sebbene non priva di ostacoli, affascinante e coinvolgente, essendo la trama del romanzo rivelatrice della complessa psiche del protagonista che vive costantemente con un peso sulla coscienza che, per tutta la vita, mai lo abbandonerà.
Il racconto crea un'atmosfera carica di tensione e di riflessione su tematiche profonde e universali, generando inquietanti interrogativi, primo fra tutti, il senso di colpa, ovvero la domanda se il destino o, meno prosaicamente, la fortuna può generare un senso di colpa, come se la fortuna sia una sorta di crimine nei confronti di coloro che sono stati colpiti dalla sventura e, laddove così fosse, come si colloca il fortunato in un mondo che sembra punire chiunque ritenga di meritare qualcosa in più?
La risposta a queste domande non è scontata, anzi, si intreccia con le esperienze di vita del protagonista invischiato in una spirale di pensieri che lo portano a mettere in discussione il senso della propria esistenza.
In questo viaggio letterario il lettore è invitato a penetrare nell’intimità del suo mondo interiore e a scoprire le sfide e le contraddizioni che lo abitano. Questo approccio consente a Bufalino di esplorare temi complessi come la malattia, la morte e la memoria, mentre la scrittura stessa diventa una catarsi per il protagonista e, di riflesso, per il lettore.
La figura dell’untore, evocata nel titolo, diventa simbolo potente, non solo di malattia fisica ma anche mentale e morale, divenendo, nella sua essenza, l’incarnazione della paura e dell’ignoranza, un personaggio che suscita avversione e compassione insieme.
Bufalino, attraverso una prosa carica di metafore e descrizioni vivide, esplora l'animo umano nella sua vulnerabilità, e affronta il silenzio assordante di una società che ignora il dolore altrui e le problematiche legate alla malattia, alla morte, alla sofferenza.
Nell’opera emerge forte il desiderio di connessione umana, di empatia nei confronti del prossimo, un sentimento spesso soffocato dalla superficialità delle relazioni moderne e l'esortazione a non dimenticare che le vite degli altri sono intrecciate alle nostre.
L’umanità è una tela tessuta di eventi interconnessi, dove le azioni di una persona possono influenzare il destino di altre persone.
La bellezza di questa opera risiede nella profondità delle emozioni e delle verità che essa rivela, rendendo palpabile il senso di colpa, la fragilità della vita.


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