FESTA MOBILE - Ernest Hemingway | Recensione di Belisario Righi
- Belisario Righi
- 27 apr 2021
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 3 apr

RECENSIONE
FESTA MOBILE, l'ultima opera di Ernest Hemingway, un romanzo pubblicato postumo nel 1964, è un'opera particolare nell'ambito della sua vasta produzione letteraria. In questo romanzo, il grande autore americano abbandona le trame tessute con la sua consueta abilità di narratore e affronta una dimensione più intima e personale, rendendo l'opera un viaggio straordinario attraverso i suoi ricordi a Parigi negli anni Venti.
A differenza degli altri lavori di Hemingway, celebri per la loro prosa incisiva e la narrazione diretta, FESTA MOBILE è un collage di esperienze vissute, riflessioni e impressioni, dove l'autobiografia non è un motivo di sottofondo, bensì il cuore pulsante di ogni pagina.
Il testo segue un percorso che partendo dagli intimi recessi spirituali dell'Autore
arriva al profondo dell'anima del lettore, rivelando la vulnerabilità dell'essere umano,
e disegna il profilo intellettuale di Hemingway, è un atto di pura ricerca esistenziale.
La Parigi degli Anni Venti, evocata con una prosa fluida e poetica, è lo sfondo di questa narrazione, un luogo magico dove le arti si intrecciano e le idee fioriscono. Hemingway ci fa innamorare di questa città, dipingendola con parole che vibrano di vita, dai bistrot affollati ai caffè letterari, dalle strade brulicanti di persone ai notturni solitari.
È l’epoca d’oro dell’arte, un tempo in cui scrittori, artisti e intellettuali si riunivano per discutere e creare, ed è proprio attraverso gli occhi di Hemingway che assistiamo a questo fervore culturale. Le sue descrizioni evocative trasmettono non solo l’atmosfera dei luoghi, ma anche l’effervescenza delle idee e degli incontri che hanno caratterizzato quel periodo.
Il protagonista, alter ego dello scrittore, si muove nella Parigi anteguerra immerso in una personalissima ricerca di identità e significato. Questo elemento di ricerca, centrale nell’opera, riesce a catturare le ansie e le gioie di chi, come lui, si lancia nella sfida creativa, tra alti e bassi, insicurezze e momenti di illuminazione.
FESTA MOBILE è strutturato in modo particolare. Non segue una narrazione lineare, è piuttosto un mosaico di episodi, flashback e riflessioni, un magnifico esempio di consciousness stream del protagonista, che conferisce all'intera scrittura una qualità quasi onirica.
Ogni capitolo narra un diverso aspetto della vita parigina, a tra arte, vita e tempo che passa.
Hemingway si sofferma sui personaggi incontrati, artisti e scrittori, alcuni dei quali sono stati reali, come Gertrude Stein e Francis Scott Fitzgerald, ognuno contribuendo a creare l’affascinante arazzo della vita culturale dell'epoca. Attraverso questi ritratti, il lettore percepisce l’intensità delle relazioni e delle rivalità che animavano il mondo letterario, un campo di battaglia non solo di stili e ideologie, ma anche di aspirazioni e desideri ma la vera tematica fondamentale dell'opera è la perdita, la nostalgia per un tempo passato, le perlustrazioni nella memoria e le riflessioni su ciò che un tempo era semplice e puro, in una prosa sobria ma carica di sentimento, evocante un senso di malinconia.
FESTA MOBILE si distingue non solo per il suo contenuto autobiografico, ma anche per l'intensità delle emozioni trasmesse.
È un racconto che sa di vino, di sigarette, di risate, di lacrime, di sogni spezzati, di speranze rivisitate. Ogni pagina è intrisa di una dolcezza amara, una celebrazione della vita e della creatività, non priva di sfide, è un’opera incentrata sulla vita e sulla carriera di Hemingway.
Seppur non considerato il suo lavoro migliore, senza dubbio, è tra quelli che ci permettono di avvicinarci di più alla vera essenza di Hemingway, avvolti dalla magia di Parigi, una città che ha segnato profondamente la sua vita e la sua arte.
Fonti biobibliografiche:
Wikipedia;
Hemingway Romanzi - I Meridiani - Mondadori.



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