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GLI OCCHI DELLA MORTE - La morte come rimorso | Poesia di Cesare Pavese

Aggiornamento: 30 mar

Ritratto fotografico di Cesare Pavese
Ritratto fotografico di Cesare Pavese


VERRA' LA MORTE E AVRA' I TUOI OCCHI


Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

questa morte che ci accompagna

dal mattino alla sera, insonne,

sorda, come un vecchio rimorso

o un vizio assurdo. I tuoi occhi

saranno una vana parola,

un grido taciuto, un silenzio.

Così li vedi ogni mattina

quando su te sola ti pieghi

nello specchio. O cara speranza,

quel giorno sapremo anche noi

che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.

Sarà come smettere un vizio,

come vedere nello specchio

riemergere un viso morto,

come ascoltare un labbro chiuso.

Scenderemo nel gorgo muti.



ANALISI


VERRA' LA MORTE E AVRA' I TUOI OCCHI, una delle composizioni più celebri di Cesare Pavese, eccelle per intensità emotiva e profondo introspezionismo nel

catturare l'essenza della condizione umana, mediante una miscela di amore, perdita e fugacità della vita.

Verrà la morte, impone un tono grave, profetico, che accompagna nella lettura del testo.

La morte non è soltanto la fine fisica, ma anche la manifestazione di ciò che è irraggiungibile, un amore perduto o forse non corrisposto, rappresentato negli occhi che simbolizzano la memoria di una persona assente.

L'evocazione degli occhi è carica di significati sottili. Essi rappresentano la percezione e la conoscenza, il desiderio e la disperazione; è attraverso essi che l’autore esplora non solo l'amore, ma anche la solitudine esistenziale.

La ripetizione di frasi, similmente a un groove jazzistico, sapientemente alternata a concetti chiave, contribuisce a definire subliminalmente il significato vero e profondo della composizione.

VERRA' LA MORTE E AVRA' I TUOI OCCHI è il modo in cui si dovrebbe vedere la morte, non come nemica, ma quale compagna inevitabile della vita. E' un canto universale di accettazione, di rassegnazione, liberatorio, pregno di momenti di silenzio, di riflessione profonda, di esplosioni di angoscia, di desiderio.

La poesia si conclude con un'invocazione all'accettazione, nonostante il dolore, rivelando una luce di speranza anche nelle tenebre della perdita.

VERRA' LA MORTE E AVRA' I TUOI OCCHI è un'esplorazione dell'amore e della sua connessione intrinseca con la vita, ma soprattutto è una riflessione sulla morte, sulla vulnerabilità dell'esistenza, un inno alla bellezza imperfetta dell'amore e un riconoscimento della nostra mortalità, un viaggio emotivo che ci arricchisce e, paradossalmente, ci mette in pace con l’ineluttabile.


 
 
 

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