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IL PIACERE - Appagamento sensoriale e spirituale | di Belisario Righi

Aggiornamento: 30 mar


Dipinto di Renoir che esprime la "joie de vivre", ovvero il senso della felicità in un pomeriggio danzante.
Bal au mouline de la Galette - Pierre-Auguste Renoir - 1876

IL PIACERE


Si dice comunemente: mi sono divertito, è stato un bel divertimento, che divertente! Il divertimento è l’appagamento momentaneo di un desiderio, una rapidissima scintilla che illumina la monotonia del quotidiano. È la sensazione di piacere che si prova nel compiere un gesto, nell’immergersi in un’attività o nell’esserne partecipi con spirito lieve e spensierato.

Certamente, questa può essere considerata una forma di piacere, anzi una sua manifestazione, ma il Piacere, quello sublime con la P maiuscola, è ben altro. Esso appartiene a chi non si accontenta del piano superficiale dell’esistenza e osa andare oltre, spingendosi con coraggio nell’infinito gioco delle sensazioni e delle emozioni. Quando tutti i sensi sono soddisfatti, quando il Piacere si fa protagonista assoluto e coinvolge ogni fibra del nostro essere, allora e solo allora possiamo davvero parlare di Piacere, quello vero, intenso, irripetibile.

Il Piacere non si identifica con la semplice compagnia di amici complici, benché preziosa, né con il gusto di un buon piatto di spaghetti, anche se sapientemente condito con amore e amicizia. Non è nemmeno soltanto l’ascolto cosmico di The Dark Side of the Moon, con le sue onde sonore capaci di trasportarci nelle lande misteriose e inesplorate dell’anima, né tantomeno l’abbandono carnale con una donna amabile, che si muove sinuosa e seminuda nella stanza, svelando senza pudore le rotondità della sua figura, e non è neppure il fumo leggero e infuocato di una canna di Manali che solleva lo spirito verso orizzonti più ampi.

No! il Piacere non è rappresentato da queste singole esperienze isolate, ma la loro armoniosa coesistenza, la sinfonia completa delle cose belle che si intrecciano senza soluzione di continuità, è un caleidoscopio di sensazioni, un mosaico perfetto.

Il Piacere è la somma di molteplici piaceri, ma più ancora è un’unicità, un raro miracolo di felicità incastonata nel fluire incessante della vita. È ciò che trasforma il semplice “divertimento” in un’opera d’arte, un capolavoro personale e intimo che solo chi sa vivere con pienezza può assaporare.

Il vero Piacere non si divide, non si limita, ma si moltiplica e si espande in un abbraccio sublime e totale tra i sensi, la mente e lo spirito.

Per intenderci: mentre la chitarra malinconica e penetrante di David Gilmour traccia la rotta della tua navigazione interiore, un amico ti porge un chiloom, strumento antico e sacro di abbandono spirituale, e tu ne aspiri il veleno dolce dell’oblio; la tua bella amica, avvolta in un’aura di fumo e passione, sta accanto a te, libera, magnifica, esaltando la sua bellezza senza ombra di riserva o reticenza; e dalla cucina arriva la voce calda e complice annunciante che gli spaghetti sono pronti. In quell’istante, in quella magica simultaneità, il Piacere si manifesta in tutta la sua potenza ineffabile.

Questo è il Piacere!

Gabriele D’Annunzio, poeta e dandy dell’anima, incarna il concetto di Piacere come ricerca estrema, come un’arte, un’estetica della vita.

Per lui il Piacere non è mero sollazzo né effimero passatempo, bensì è ricerca attenta della totalità sensoriale e spirituale, fusione di corpo e anima in un’unica esperienza vibrante e totalizzante.

D’Annunzio ci insegna che il Piacere è qualcosa di sacro e profondo, lontano dall’effimero e dal volgare. È la celebrazione dell’esistenza nella sua forma più alta, l’arte di vivere con intensità ogni istante, di abbracciare il bello in ogni sua espressione, di fondere in un unico respiro i moti del corpo e dell’anima fino a superare la banalità del vivere comune. È un’estasi che travalica i confini del sensibile, un’esperienza totale che eleva l’uomo agli stati più puri dell’essere, dove la gioia e la passione diventano una cosa sola.

Il Piacere è riservato a pochi, a coloro che non si fermano all’apparenza, ma scendono in profondità, cercando continuamente di ampliare la propria percezione e di moltiplicare le proprie vibrazioni interiori.

Il Piacere esige coraggio e dedizione, richiede di essere accolto con mente aperta e cuore ardente, pronto a immergersi totalmente nell’esperienza, senza riserve né timori.





 
 
 

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