VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE - Ferdinand Céline | Recensione di Belisario Righi
- Belisario Righi
- 15 giu 2022
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 6 giorni fa

RECENSIONE
VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE di Louis-Ferdinand Céline, capolavoro da scoprire,
è un romanzo marchiato dai più come nichilista, ma se per nichilismo s’intende svuotare di significato, annullare l’esistenza dei sentimenti e degli stati d’animo che si agitano in noi, Céline, seguendo un percorso autocritico verso il buio più profondo della sua anima, di fatto non ci conduce al nulla, tantomeno ci indirizza sulla strada del negazionismo, ci fa approdare invece ove nascono e si generano le miserie dell’uomo, le sue necessità, dove nasce la sua solitudine, e allora il libro è tutt’altro che nichilista, assurgendo a cruda constatazione di ciò che è l’uomo.
Céline non si limita a descrivere le miserie dell’uomo; piuttosto, riesce a farci approdare nei luoghi originari in cui nascono i sentimenti più profondi, le necessità primordiali e la solitudine esistenziale che accompagna ciascuno di noi.
Il cuore pulsante dell'opera è la capacità di incarnare le fragilità umane, di rivelare quanto sia profonda la solitudine nel nostro cammino attraverso la vita, è una cruda e impietosa constatazione della condizione umana in tutta la sua complessità.
Nel romanzo ci viene mostrata una visione della notte che si fa simbolo. Per Céline la notte non è solo assenza di luce, ma rappresenta il profondo abisso in cui l'animo umano si rifugia per confrontarsi con le sue paure, i suoi desideri, e, inevitabilmente, con le proprie miserie, con la realtà complessa e misera dell'esistenza umana.
E' la notte è la notte dell'uomo!
E' un urlo di verità, uno stimolo a guardare in faccia le ombre che ci circondano e che, spesso preferiamo ignorare, uno sguardo lucido e disincantato che conferisce all'opera una potenza quasi taumaturgica.
La grandezza del romanzo risiede anche nella mescolanza di tonalità che la animano, essendo al contempo ironica, comica, e drammatica, in un tutto coeso e straordinariamente potente; non c'è nulla di più tragico, infatti, della commedia umana.
L’ironia è un modo attraverso il quale affrontare la pesantezza dell'esistenza, un mezzo per destare il carattere umano dal torpore della quotidianità e spingerlo a provare empatia nei confronti di una condizione da tutti condivisa, seppur dolorosa. Il ritmo della narrazione, denso e incalzante, trasporta il lettore in un percorso esistenziale. Le parole sono cariche di significato; ogni frase ci immerge nel mare tempestoso delle emozioni umane.
Non si può leggere questo romanzo senza sentirne il peso e la bellezza, senza lasciarsi coinvolgere dalle sue immagini vivide e dalla sua prosa grandiosa.
Un libro che richiede attenzione, pazienza e, soprattutto, apertura mentale, perché dolore e gioia intrecciandosi in un abbraccio ineluttabile possono ferire ma, al contempo, liberare.
L'Autore affronta temi delicati come la guerra, la morte, e la ricerca di un significato in un mondo che frequentemente sembra esserne privo, e questa tensione tra il desiderio di vita e la consapevolezza dell’assurdità del vivere è ciò che rende la narrativa di Céline straordinariamente toccante.
VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE è un testo che invita alla riflessione e alla meditazione sulla nostra stessa esistenza, capace di esprimere sensazioni e pensieri che spesso rimangono inespressi.
Chi ama la lettura non può esimersi dall’affrontare questa opera, perché essa rappresenta una delle vette della letteratura mondiale, un viaggio che, pur travagliato e difficile, offre la possibilità di giungere a una comprensione più profonda di se stessi e dell’umanità intera. E' un'opera che si insinua nell'anima, costringendo a guardarci dentro con onestà, un atto di coraggio, una celebrazione della vita e della sua complessità, un imperativo a percorrere insieme il cammino tortuoso e misterioso della condizione umana.
VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE è l'opera più profonda e carismatica di uno dei più affascinanti scrittori di tutti i tempi, che spaziò dai bui e imi recessi del suo animo maledetto al più alto senso di fratellanza e appartenenza al genere umano.
Cosa avrebbe scritto di lui Baudelaire?

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