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EOS, LA LEGGENDA DI AURORA – Lacrime e dolori della dea dalle dita rosate | Presentazione di Belisario Righi

Aggiornamento: 30 mar


Aurora (Eos in greco antico), divinità di origine greca, appare pervasa da un alone di luce. Si leva ogni mattino, per dissolvere le tenebre della notte e annunciare la luce del giorno, spargendo sulla terra una tenue luce rosata.

Nell’Odissea, Omero la chiama la dea dalle dita rosate, per il colore rosa che all’alba diffonde nel cielo.



Eos - Fotografia di Belisario Righi
Eos - Fotografia di Belisario Righi



EOS, LA LEGGENDA DI AURORA


Aurora (Eos in greco antico), divinità di origine greca, appare pervasa da un alone di luce. Si leva ogni mattino, per dissolvere le tenebre della notte e annunciare la luce del giorno, spargendo sulla terra una tenue luce rosata.

Nell’Odissea, Omero la chiama la dea dalle dita rosate, per il colore rosa che all’alba diffonde nel cielo.

Innumerevoli sono gli artisti che l’hanno raffigurata.




Aurora alata in un tempio etrusco
Aurora alata in un tempio etrusco

Su di un carro trainata dai cavalli, Lampo e Fetonte.



Aurora - Soffitto affrescato - 1621  Dipinto del Guercino
Aurora - Soffitto affrescato - 1621 Dipinto del Guercino

Davanti al carro del Sole, alla cui guida c’è Apollo circondato dalle Ore danzanti.



Apollo sul carro del Sole - 1613-1614  Affresco di Guido Reni
Apollo sul carro del Sole - 1613-1614 Affresco di Guido Reni


LA SUA STORIA


Eos, dea dell’aurora, sorella del Sole e della Luna, sposa di Astreo, coltivò parecchi amori fedifraghi, tra cui Zeus e il dio della guerra Ares amante di Afrodite che sdegnata per il tradimento del suo amato punì Eos, condannandola ad avere un desiderio sessuale inesauribile e ad innamorarsi continuamente di comuni mortali. Un giorno passeggiando presso la città di Troia, Eos conobbe Titone, un ragazzo di straordinaria bellezza, figlio di re Laomedonte, ma Titone essendo un mortale perché lei potesse amarlo da dea, quale era, pregò Zeus, di concedere al ragazzo il dono dell’immortalità e sfuggire così alla maledizione di Afrodite.

Dalla loro unione nacquero Emazione e Memnone. Durante l’assedio di Troia Mnemone fu ucciso da Achille e da quel triste giorno la dea dell’aurora piange inconsolabilmente il proprio figlio ogni mattina e le sue lacrime formano la rugiada.



Rugiada - Le lacrime di Eos - Fotografia di Belisario Righi
Rugiada - Le lacrime di Eos - Fotografia di Belisario Righi

Titone però da Zeus ebbe l’immortalità, ma non il dono dell’eterna giovinezza e, divenuto vecchio e barbuto, fu inesorabilmente abbandonato dalla passionale dea per il giovane Cefalo, figlio del re della Focide, che abitualmente la mattina si recava sul monte Imeto per la caccia al cervo.




Aurora lascia Titone - 1704 -  Di Francesco Solimena
Aurora lascia Titone - 1704 - Di Francesco Solimena

Eos, come ogni mattino percorrendo il cielo con il suo carro, notò il giovane e attratta dal suo bell’aspetto, se ne innamorò perdutamente e per averlo tutto per sé, lo rapì, portandoselo con il carro del Sole su nel cielo.

Con l’aiuto di Eros che colpì Cefalo con un dardo facendolo invaghire della dea, Eos fu riamata.


Aurora rapisce Cefalo - Peter Paul Rubens
Aurora rapisce Cefalo - Peter Paul Rubens

E' stata anche ritratta in situazioni amorose.



Aurora e Cefalo - 1810  Dipinto di Pierre-Narcisse Guerin
Aurora e Cefalo - 1810 Dipinto di Pierre-Narcisse Guerin

Madre eternamente infelice, dea bellissima e sensuale, amante fedifraga e per anatema perennemente insoddisfatta, a noi piace pensare Eos nell’atto di spargere rose sulla Terra, quelle rose che vivono della rorida rugiada stillata dai suoi occhi in liquide perle.



La nuit et l'Aurore - Frammento - 1688  Dipinto di Jean Baptiste de Champagne
La nuit et l'Aurore - Frammento - 1688 Dipinto di Jean Baptiste de Champagne

 
 
 

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