IL GIUOCO DELLE PERLE DI VETRO - Hermann Hesse | Recensione di Belisario Righi
- Belisario Righi
- 8 gen 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 6 giorni fa

RECENSIONE
IL GIUCO DELLE PERLE DI VETRO, scritto tra il 1933 ed il 1943, è il romanzo più emblematico di Hesse. Vi è descritta Castalia, città immaginaria, utopistica, situata sulle Alpi svizzere, protetta da alte mura, ove si svolge la vita di alcuni intellettuali, provenienti da ogni parte del mondo, riuniti in una Confraternita, che disquisiscono, si scontrano intellettualmente (da qui il significato del termine giuoco) su qualsiasi argomento appartenente allo scibile umano. Castalia è come un scrigno, dove vengono custoditi gioielli, che nella fattispecie sono l'erudizione, la cultura. E' governata da un autorità, eletta annualmente, chiamata Magister ludi, Maestro del giuoco, il cui compito è mediare le discussioni tra i vari partecipanti alla Confraternita. Nel romanzo il Magister ludi è uno studioso di musica, secondo Hesse, l'arte più sublime, più impalpabile che al meglio può descrivere i moti dello spirito umano. Già nel 1932, Hesse in Pellegrinaggio in Oriente, ipotizzò una Lega i cui adepti cercavano il significato e il valore dell'esistenza, in interminabili viaggi nel mondo attraverso lo spazio e il tempo.
Il romanzo narra appunto il tentativo umano di sondare l'esistenza attraverso le Scienze naturali, le Scienze umanistiche, le Arti, la Filosofia, con dibattiti semantici ed escatologici, quali la contrapposizione tra Spirito e Vita, già espressi in Siddharta e Narciso e Boccadoro, l'eterno scontro tra apollineo e dionisiaco, trattato da Nietzsche, filosofo molto amato da Hesse, in La nascita della Tragedia. Però Hesse, pur apprezzando illimitatamente la cultura e gli studi che la riguardano, nel libro si rende conto che a niente serve la teoria senza cimentarsi realmente in opere fattive e così il Magister Ludi, abbandonerà la sua alta posizione gerarchica nella Confraternita per diventare l'umile pedagogo di un bambino in età scolare. E' un monito rivolto all'onanismo intellettuale che svilisce il profondo e vero significato della cultura. Non si può parlare del tutto, se non vi si fa parte.
E’ l’ultimo e il più intenso dei capolavori dello scrittore. L'opera che al meglio descrive la profondità della sua filosofia. Con la Montagna Incantata di Thomas Mann, rappresenta il vertice del romanzo tedesco.
Contribuì in maniera determinante a fargli vincere il Nobel per la letteratura nel 1946.
Fonti:
Wikipedia;
Hesse di Ralph Freedman.



Commenti