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À REBOURS - Joris-Karl Huysmans | Recensione di Belisario Righi

Aggiornamento: 30 mar



Ritratto fotografico di Joris-Karl Huysmans.
Ritratto fotografico di Joris-Karl Huysmans



RECENSIONE


À rebours, pubblicato nel 1884 dallo scrittore francese Joris-Karl Huysmans, rappresenta un punto di svolta nella letteratura moderna per il suo stile inconfondibile e provocatorio.

Questo romanzo, considerato uno dei testi fondamentali del movimento decadentista, è universalmente considerato il manifesto del Decadentismo Europeo.

Il titolo, in italiano Contro corrente, è un esplicito riferimento alla vita e alle scelte del protagonista Jean Floressas Des Esseintes, aristocratico misantropo, pieno di disillusione nei confronti della società in cui vive, che sente prepotentemente il bisogno di allontanarsi da Parigi, dove vive dedito al lusso e ai piaceri fisici.

Stanco del rapporto inappagante con i suoi simili, intende troncare ogni relazione sociale, cercando rifugio in un'esistenza solitaria, fuori dal tempo, ritirandosi in una villa a Fontenay-aux-Roses, per vivere in un mondo di idee, colori e sensazioni distanti dall'ordinarietà e dall'appiattimento della vita quotidiana, dedicandosi alla scoperta di virtuali sofisticati piaceri, artificialmente creati, perché la Natura non lo affascina più, anzi la trova insipida, irrealizzativa e poco dotata di mezzi per potersi esprimere in fattive meraviglie.

Des Esseintes cercherà allora, con artifizi, di procurarsi piaceri e godimenti, ricorrendo alla scienza, all’alchimia, al più spinto modernismo, soggiacendo ad un gusto estetico estremo, al limite del grottesco. 

La scelta di isolarsi dalla società non è semplicemente un capriccio, rappresenta una fuga necessaria da una realtà che respinge il sublime a favore del banale, perché

Des Esseintes è un dandy e il Dandismo è la sua filosofia di vita, esasperata e decadente. Tutto ciò però, in preda ad una nevrosi inarrestabile che lo condurrà sull’orlo della pazzia e dovrà, per ritrovare la perduta serenità, reimmergersi nella vita sociale e intraprendere il cammino verso la conversione religiosa che ahimè non troverà. 

Su di una trama asciutta ed essenziale, l'autore crea una complessa composizione narrativa. Definisce ogni particolare nei minimi dettagli, utilizzando un lessico ricco e inusuale, con un'interminabile sequela di descrizioni e virtuosismi narrativi che conducono il lettore verso lande permeanti di misticismo, e soprattutto di estetica parossistica che ammalia e affascina per eleganza e raffinatezza. 

Huysmans crea un personaggio emblematico, simbolo di una ricerca interiore che si oppone al Materialismo caratteristico del XIX secolo.

La figura di Des Esseintes incarna il concetto di decadenza, non solo intesa come un decadimento fisico o sociale, ma come una ricerca di un'estetica personale che trascende la mediocrità del quotidiano, attraverso un'arte riflettente la sua unicità,

nel rifiuto del progresso e della produttività, abbracciando una vita dedicata all'estetica e alla contemplazione, in ossequio al concetto che è più gratificante vivere

una vita ricca di esperienze sensoriali e artistiche a dispetto di un'esistenza conforme, noiosa, dozzinale.

In un costante flusso di coscienza che domina le pagine dell'opera, Huysmans non esita a mettere in discussione la società borghese, con i suoi valori superficiali e il conformismo dilagante ed introduce elementi filosofici e religiosi che arricchiscono ulteriormente il testo. Des Esseintes, nel suo eremitaggio, si confronta con l’idea dell’arte come forma di spiritualità. La ricerca del sublime conduce il protagonista a riflessioni profonde sulla vita, sul destino e sulla morte, un confronto tra l’arte e la vita, tra il sacro e il profano.

À rebours è un'opera complessa e stratificata, ricca di spunti di riflessione sull'arte, la bellezza, la solitudine, la critica alla società contemporanea, capace di trasportare il lettore in un viaggio emotivo e intellettuale profondo.



NOTE BIOBIBLIOGRAFICHE DI JORIS-KARL HUYSMANS


Joris-Karl Huysmans, scrittore, poeta, giornalista, critico d'arte, nasce a Parigi il 5 febbraio 1848, da padre olandese-fiammingo, miniaturista, e madre francese.

Nel 1856, alla morte del padre, Joris-Karl entra in un collegio; la madre si risposa un anno dopo. Nel 1862 Huysmans si trasferisce a Parigi per studiare al Lycée Saint-Louis, dove si diploma nel 1866. Ottiene un lavoro presso il Ministero degli Interni, dove lavorerà tutta la vita.

Nel 1870, a 22 anni, smette di frequentare prostitute e lascia l'amante dopo che lei è rimasta incinta. Da allora rimarrà celibe e astinente dal sesso per tutta la vita. In questo periodo è attratto dal pensiero di Schopenhauer che in futuro lascerà, perché Schopenhauer non trova rimedio al suo Pessimismo, nemmeno ricorrendo all'Induismo e al Buddhismo, come fa invece la Chiesa con le Sacre Scritture. Ammira inoltre molto Charles Baudelaire.

Coltiva la passione per l'Arte, svolgendo l'attività di critico per alcune riviste. Nel 1876 abbandona gli studi intrapresi in Diritto e conosce Émile Zola, con il quale entra subito in sintonia. Entra nel gruppo di scrittori francesi di cui fanno parte Guy de MaupassantGustave Flaubert e Edmond de Goncourt.

Nel 1880 pubblica il suo racconto Sac au dos, incluso nella raccolta Les soirées de Médan.

L'uscita, nel 1882, di A vau l'eau (Alla deriva) mostra nella sua produzione il primo distacco dal Naturalismo. La svolta sarà definitiva nel 1884 con la pubblicazione di À rebours (Controcorrente), che susciterà l'interesse di scrittori futuri, quali Oscar Wilde e Gabriele D'Annunzio.

Nel 1890 inizia ad interessarsi del mondo della magia e del satanismo,  e nel 1891 pubblica Là-bas (L'abisso), romanzo-saggio di indagine sul satanismo nel quale il protagonista indaga sui delitti di Gille de Rais, compagno d'armi di Giovanna d'Arco, nobile impiccato per stupro e omicidio di 300 minorenni. Si appassiona a De Sade

Amico già del convertito decadente Jules Amédée Barbey d'Aurevilly (che nel finale di Controcorrente intravede la conversione di Huysmans) e Léon Bloy, grande ammiratore dello stile di Controcorrente, nello stesso anno entra in contatto con l'abbé Mugnier e nel 1892 abbraccia la fede cattolica, come molti altri decadenti, tra cui  Oscar Wilde, Paul Verlaine, Charles Baudelaire, vivendo la sua fede come fosse una droga, (secondo sua ammissione), pur non rinunciando ad alcune gioie della vita quali il fumo e i piaceri della tavola.

Nel 1885, pubblica il suo romanzo En Route (In cammino), dove ripercorre il proprio cammino spirituale. Nel 1898 pubblica La Cathédrale, incentrato sulla storia della Cattedrale di Chartres. Nel 1900 viene scelto come presidente della giuria della prima edizione del Premio Goncourt.

E' anche autore di due saggi di storia dell'arte: Certains (Taluni), una serie di biografie di artisti suoi contemporanei (Claude Monet, Edgar Degas, Odilon Redon e altri) viste dall'occhio dello scrittore francese, e il saggio Dall'impressionismo al simbolismo. Entrambi saranno ritenuti dalla critica tra i più importanti saggi scritti sull'argomento.

Nel 1902, mantenendo un voto del 1900, si fa oblato benedettino regolare laico, ossia persona che può risiedere presso il monastero e segue la regola benedettina al suo interno, ma non è monaco e non segue obbligatoriamente, quando si trova all'esterno, i voti monastici di povertà, castità e obbedienza; assumendo il nome di fra' Giovanni.  Rompe definitivamente con Zola, ma che ricorda con affetto nella nuova prefazione di Controcorrente (1904).

Nel 1903 pubblica L'Oblato, autobiografia della vita da benedettino che riprende il vecchio stile estetista su sfondo religioso.

Joris-Karl Huysmans muore nel 1907 a 59 anni a Parigi per un cancro alla gola. Con Baudelaire e Théophile Gautier fu il precursore dell'Estetismo europeo.


Fonte biobibliografica: Wikipedia



 
 
 

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